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Meineh Gold

Ideas on a planet

 

Il suo vero obiettivo e’ disperdere le sue tracce, ma per fare questo deve prima attraversare i vari mondi per cercare i segni e lasciare le piume della saggezza. Senza di esse i mondi sarebbero lasciati nel dimenticatoio. Non avrebbero piu’ una identita’. Insomma non esisterebbero piu,’ perche’ si richiudono le dimensioni una volta varcati gli orizzonti della memoria. Vedi esiste un confine tra il vuoto e l’esistenza che non puo’ essere superato se non si crea una memoria universale. Bisogna creare un social-network di pensieri e di vite che siano in grado di interagire tra loro altrimenti si rimane bloccati nella dimensione del NON.

Il NON risucchia le energie dei viaggiatori e nessuno e’ mai tornato da li’. Infatti, chiunque attraversi il varco, sprovvisto del codice d’accesso e di nome nuovo, viene risucchiato come il milkshake attraverso una cannuccia. Non resta che un vuoto intorno a se ed il buio di una esistenza oramai perduta. Nelle Cronache di Venus furono trascritti i nomi di coloro che tentarono una fuga dal NON. Uomini e donne capaci ma non abbastanza da riuscire a tornare in superficie. Si pensi che un certo Bezeb. Scusate non ricordo bene il nome, ce ne sono a migliaia e ne conservo di queste Cronache soltanto il ricordo degli episodi piu’ sconcertanti. Comunque questo tizio, chiamato anche il Duce,Fuhrer per chi proviene dalle sue parti, attuo’ uno schema talmente intrecciato che neanche egli pote’ uscire da quella trama fitta e stratificata. Ebbe il potere di assoggettare un popolo che purtroppo non aveva anima, dato che con i poteri paranormali e l’intervento delle forze piu’ antiche che derivavano da una stirpe ormai estinta del tutto, aveva legato ogni anima che risiedeva nei corpi di quel popolo e le aveva sepolte insieme alla sua dinastia tra le fiamme dell’odio ed il potere demoniaco. Molti studiarono le sue assurde imprese come quelle di un genio folle capace di conquistare ed assoggettare ogni abitante dei molti mondi che esistono nel vasto universo. Ma nessuno sapeva che tutto egli poteva essere fuorche’ un genio. Era strumento di gioco pericoloso, soggetto a manovre piu’ grandi di lui. Era la maschera dietro cui gli avversari del Male lottarono per conquistarsi l’eternita’. Fortuna volle che anche se furono sterminati migliaia di vite sopprese per gioco di tattica, la razza ariana non prese potere e gli ebrei divennero lo stesso padroni del mondo. Strano come il nome di tale fantoccio avesse il verbo che in inglese prende il significato di “ colpire”, HIT. Si, egli colpi’ ma fu colpito dalle sue stesse mani quando ripresero la sua dannata anima!!!!

E vi racconto quello che e’ successo alla nostra.

All’inizio il viaggio di andata sembra essere un sogno. le immagini che prendono vita sembrano uscire dai fumetti, quasi fossi un personaggio irreale alla ricerca di una porta con la scritta “exit” sopra. E’ incomprensibile,duro lavoro per la tua mente che cerca di lottare contro chimere e uomini drago che parlano lingue sconosciute e a volte anche l’inglese. Mentre cerchi di respirare ti accorgi che l’aria e’ inesistente e respirare e’ inutile. Allora ti lasci trasportare dalle onde energetiche che ti scuotono e urtano i tuoi pensieri. Ti senti stordito, perduto,incapace di intendere e di volere. Totalmente paralizzato difronte agli avvenimenti che vivi di fretta e che cerchi di comprendere. E che cosa succede proprio quando sei riuscito ad afferrare il meccanismo diabolico del tunnel di arcani? Ti spunta fuori un tizio con una barba lunga e un paio di orecchie a punta somigliante ad un elfo dalle dimensioni gigantesche che ti mostra un mazzo di chiavi da cui devi sceglierne soltanto una. E quella e’ la chiave del destino. La chiave che apre la porta tridimensionale. Da quella porta escono ed entrano spiriti di tutti i tipi capaci di grandi conquiste e di innumerevoli invenzioni. Esseri dalle sembianze cangianti e dotati di poteri straordinari. La prima volta che tento’ l’attraversata non si rese conto della possibilita’ di assorbimento energetico. Non capii subito che era possibile avanzare di livello e rimasero bloccati nell’ Anti-NON.

Fortuna che da li’ si puo’ uscire, ma per sbloccare la paralisi bisogna recuperare le energie, e non essendoci anima viva nei dintorni puoi solo sperare che qualcuno possa finire nel posto sbagliato al momento giusto. E cosi’ fu. Almeno e’ quel che si narra.

NELCHAEL il trasportatore raggiunse l’Anti-NON per recapitare un messaggio al guardiano. Si udirono squilli di tromba ed entro’ lo spirito di alabastro con il capo cinto di oro e pietre di zaffiro, i suoi occhi di fuoco facevano da contrapposizione alla sua lingua di ghiaccio da cui non proveniva una voce, ma un getto di fumo narcotizzante in grado di assopire gli animi piu’ turbolenti.

Nelchael srotolo’ la sua pergamena e comunico’ il verdetto.

Il gruppo fu rilasciato ma il guardiano avrebbe dovuto continuare il viaggio per portare a termine la missione e richiudere con successo la porta.

Satori- san allora decise che era il momento giusto per riprendere il cammino e chiese al trasportatore di ingaggiare un cart-clone capace di prendere il suo posto sulla terra.

Nelchael disse che non si era mai fatta una simile cosa prima di allora, e che non sapeva come poterla accontentare dato che di esperti non ve n’erano in grado di comunicare con estrema lucidita’ i loro insegnamenti e le loro scoperte. Satori-san decise di tentare l’esperimento e sacrificare una parte di se per riprodurne qualche copia. Del resto era lei il guardiano e il compito di manipolare la materia era il suo.

Fu portata dal Sommo Sacerdote, noto come il Maestro. L’innominato, colui che ha tanti nomi e colui che conosce tutte le cose.

WATASHI-SAN ascolto’ il volere di Satori e le diede le giuste indicazioni per muoversi nell’anti-materia. Trasformo’ la sua energia in esplosiva e la condusse nel clonatoio. Le disse di comprendere bene lo scopo delle sue azioni e mettere in pratica cio’ che era destinata a compiere e cosi’ fece.

Uni’ la materia all’anti-materia e clono’ il loro risultato dando ad ognuno un aspetto diverso da dimensione a dimensione.

Serviva un illustratore e si servi’ di Origami-san per reggere il confronto, con gli anime in via di distruzione a causa di impostori della materia ,e le diede le coordinate di Dinah Marie Indorato.

Origami-san era nervosa ma ascolto’ le richieste della sua congiunta anima e accetto’ quella sfida. Era rischioso farsi vedere nel mondo dei ciechi di spirito ma Origami era una lottatrice. Dall’aspetto docile e fragile questo capolavoro di carta plasmato dal nulla, aveva la forza tagliente di una lama che invisibile taglia e ferisce senza preavviso.

Una parola che ti riduce a uno zero…NON…

AVVISO..AVVISO..AVVISO..AVVISO…SO VIVA

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